Nel centro storico di Canicatti

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Canicatt� : Un po' di storia

 

Posta in un luogo collinare dell'entroterra siculo, ricco di rigogliose sorgenti che danno vita al fiume Naro, Canicatt� si ritrova ad essere custode di un passato che va ben oltre la venuta degli Arabi, veri e propri fondatori del luogo.

II nome di Canicatt�, infatti, � di estrazione araba e testimonia il carattere argilloso del territorio. I primi abitatori arabi erano, dunque, estrattori d'argilla non che sapienti agricoltori, abili commercianti ed allevatori, proprio come gli attuali abitanti. Al tempo della venuta dei Normanni, l'originaria Canicatt� venne in possesso dei Palmeri, baroni del Conte Ruggero, i quali l'ampliarono facendole assumere il carattere tipico di un "castello normanno". I Palmeri ebbero la signoria della terra di Canicatt� fino al 1448, quando la propriet� del castello e del feudo pass� ad nobile piacentino: Andrea De Crescenzio. Da allora in poi, Canicatt� divenne un feudo abitato, una piccola cittadina, sicch� il De Crescenzio deve essere considerato come fondatore di Canicatt�.

 Fu in questo periodo che, grazie alle immunit� concesse, nel paese affluirono molti abitanti ed, in particolare, una colonia proveniente da Taormina, che introdusse il culto di San Pancrazio, attuale patrono di Canicatt�

Agli inizi del XVI secolo, la baronia passo ai Bonanno, provenienti da Caltagirone, i quali arricchirono il centro abitato di nuove strade, monumenti, fontane e della suggestiva passeggiata posta di fronte alla villa comunale.

I Bonanno furono prodighi amministratori, allestirono infatti delle fiere di bestiame, fondarono uno dei primi ospedali di Sicilia, si occuparono dell'igiene urbana e della giustizia.

Nel XVII secolo, Canicatt� non fu piegata dalla devastazione del terremoto e dalle cavallette, anzi, al contrario, fu proprio in questo secolo, che sorsero i primi grandi palazzi signorili e le pi� belle chiese che,  tutt'ora,  si  possono ammirare.

L'espansione si ebbe anche   in campo economico ed i risvolti si avvertono tutt'oggi.

Veicolo di quest'ultima � la coltivazione dell'uva Italia e delle pesche della quale Canicatt� mantiene il primato.

 

Altre notizie

 

 

Canicatt� sorge sull'asse viario Agrigento-Caltanissetta, posta su rilievi collinosi a 37,21� di latitudine nord e 13,51� di longitudine est. Il territorio comunale si estende per 9142 ettari. Le zone archeologiche "Vito Soldano" e "Casalotti" avallano le origini antiche della struttura territoriale che ha subito notevoli cambiamenti: caratterizzata in origine da numerosi casali arabi e in seguito da ville e masserie che completarono l'impianto architettonico rurale molto florido fino al XIX secolo.

Delle origini di Canicatt�, il cui nome deriva dal termine arabo Handug - Attin ossia "luogo dell'argilla", sappiamo ben poco: le prime notizie attendibili si hanno dal 1061, con la conquista normanna della Sicilia. Per avere notizie su quanto avvenne a Canicatt� dopo la cacciata degli arabi bisogna per� giungere alla fine del XIV secolo, quando era signore di Canicatt� l'agrigentino Luca Formoso, il quale, in seguito a una ribellione contro re Martino, fu da questi condannato al carcere e alla confisca dei beni. Nel 1408 era signore della citt� Fulco Palmeri, Barone di Naro e dopo di lui la baronia venne ereditata dal figlio Antonio che. nel 1488, la vendette al nipote Andrea de Crescenzio da Girgenti.

Quest'ultimo pu� essere considerato il vero fondatore di Canicatt�, in quanto chiese e ottenne la facolt� di ampliare i confini del casale e di popolarlo con gente sia "regnicola che estera".

Il massimo splendore si ebbe a Canicatt� con il barone Giacomo I Bonanno Colonna che, dal 1619 al 1636, increment� l'edilizia civile e promosse notevoli interventi urbanistici.

Con l'approvazione della Costituzione nel 1812 da parte del Parlamento siciliano, crollava definitivamente l'edificio feudale, corroso ormai dalle lotte intestine e dall'evolversi dei tempi.

Nel maggio 1860 Canicatt� fu presidiata dalle truppe borboniche ma, appena esse furono richiamate a Girgenti, sulla Torre Civica gi� sventolava il Tricolore, mentre le campane suonavano a distesa.

Canicatt�  contribu�  all'impresa garibaldina con uomini e mezzi.

La nascita di istituti di credito locali contribu� notevolmente allo sviluppo della cittadina e alla nascita di numerose piccole industrie locali.

Alla fine del XIX secolo Canicatt� era considerato uno dei primi comuni della provincia, sia per numero di abitanti che per la ricchezza prodotta dall'agricoltura.

L'ultimo trentennio � stato caratterizzato dalla produzione dell'Uva Italia, la cui commercializzazione ha portato Canicatt� a livelli economici internazionali.

 

Alcune chiese di Canicatt�

 

Chiesa Madre

Edificata nel Settecento, si trova in Via Duomo in cima ad una scalinata.
Il prospetto neoclassico � opera del Basile.
Sulla parte alta della facciata si staglia il bassorilievo di San Pancrazio, patrono della citt�.

 

 

San Diego

Si trova nella piazza pi� centrale di Canicatt�,  Largo Savoia.
La statua di  San Diego, il santo protettore della citt�, si erge sotto il timpano dal 1912.
Nell�interno, a tre navate , si possono ammirare gli affreschi del pittore canicattinese Pietro Guadagnino.

 

Spirito Santo

Si trova nella parte pi� alta della citt�, in Piazza Indipendenza.
Nel prospetto in pietra arenaria spiccano le statue in maiolica di San Francesco e Sant�Antonio.
Risale al 1600 e accanto vi � il convento dei Francescani.
Fu ampliata e arricchita in seguito.

 

Madonna della Rocca

Si erge nella parte pi� alta della citt�, accanto al convento dei Cappuccini , fatto costruire nel 1882 da Padre Gioacchino La Lomia, servo di Dio , morto in fama di santit� nel 1905 e venerato oggi come santo a Canicatt� e nei paesi vicini.
E� stata ristrutturata tra il 1973 e il 1976.

 

 

Carmine

Costruita intorno al 1600, accanto all�antico convento dei Carmelitani, si trova in Via Marconi. Fino a non molto tempo fa vi si venerava il quadro della Sacra Famiglia di Pietro Asaro, esposto ora nella Chiesa Madre.

 

 

 

Santa Maria degli Agonizzanti

Sita in Piazza XXIV Maggio, fu costruita nel 1763 nei pressi dell�oratorio dell�omonima confraternita, che aveva il compito di assistere i moribondi. All�interno si possono ammirare due tele del pittore canicattinese Francesco Guadagnino raffiguranti Maria S.S. degli Agonizzanti e l�Addolorata.

 

 

 

San Nicola

Piccola e fatiscente fino a poco tempo fa, sorge al centro del popoloso quartiere omonimo. Il culto del Santo, vescovo di Mira, vissuto nel IV sec. � assai antico a Canicatt� e denota l�esistenza  della chiesa fin dai primi tempi del Cristianesimo. Recentemente � stata restaurata.

 

 

 

 

San Giuseppe

Costruita intorno al XVII sec., si trova  in Corso Umberto I, tra il Collegio di Maria e il Municipio. E� ad una sola navata  e vanta un pregevole soffitto ligneo a lacunari e la statua di San Giuseppe, opera del Bagnasco.

 

Uno sguardo sulla citt�

La Torre civica con orologio

 

 

 

 

 

 

 

Il Liberty a Canicatt� : Teatro Sociale e Villa Firriato

 

La fontana del Nettuno, nota come "Petrappaulu"